Avv. Harald Resch
Studio Legale Law Firm
Ricerca libera
22-06-2020
Il mediatore
La provvigione

 

Il nostro Codice Civile non fornisce una definizione della mediazione, bensì fa riferimento alla figura del mediatore e ciò, in particolare, ne rende incerta l’esatta collocazione giuridica. Sembra, comunque, che il legislatore non abbia inteso qualificarla come una fattispecie contrattuale.

In particolare, dall’art. 1754 c.c., prima parte, si evince che “È mediatore colui che mette in relazione due o più parti per la conclusione di un affare, ...”. Il mediatore è, pertanto, un soggetto indipendente dalle parti la cui attività consiste proprio nel metterle in contatto allo scopo di farle concludere un affare; ciò che rende essenziale la figura del mediatore è la sua completa imparzialità fino alla conclusione del contratto.

Ne deriva che il mediatore agisce necessariamente con autonomia ed imparzialità; può rinunciare all’incarico in ogni momento e rimane estraneo all’affare concluso con il suo intervento. Infatti, la mediazione è rapporto unilaterale con obblighi soltanto a carico ci colui che si giova del mediatore.

Infatti, l’art. 1754, c.c., seconda parte, prosegue precisando che “…senza essere legato ad alcuna di esse da rapporti di collaborazione, di dipendenza o di rappresentanza.”

Al riguardo la Suprema Corte di Cassazione, Sez. II Civ., con sentenza n. 11656 del 14.05.2018, ha osservato che “Ai fini della configurabilità del rapporto di mediazione, non è necessaria l`esistenza di un preventivo conferimento di incarico per la ricerca di un acquirente o di un venditore, ma è sufficiente che la parte abbia accettato l`attività del mediatore avvantaggiandosene.”

 

La provvigione

Come stabilito dall’art art. 1755 “Il mediatore ha diritto alla provvigione da ciascuna delle parti, se l`affare è concluso per effetto del suo intervento.”

Determinante, quindi, ai fini del diritto alla provvigione è il rapporto causale fra intervento del mediatore e la conclusione dell’affare. L’intervento del mediatore risulta efficace, anche se ha soltanto contribuito ad avvicinare le parti o ha comunque facilitato le trattative. In effetti, la provvigione è dovuta al mediatore da “ciascuna delle parti”, anche se una sola, o nessuna, ne abbia chiesto l’intervento.

 “Per contro non sussiste il diritto al compenso quando, dopo una prima fase di trattative avviate con l`intervento del mediatore senza risultato positivo, le parti siano successivamente pervenute alla conclusione dell`affare per effetto d`iniziative nuove, in nessun modo ricollegabili con le precedenti o da queste condizionate.”(Cassazione Civile sez. II, sentenza del 06.05.2019 n. 11776 in parte motiva.)

Occorre precisare che, il mediatore è assoggettato all`obbligo di iscrizione nell`albo degli agenti di affari in mediazione ovvero, dopo l`entrata in vigore del d.lg. n. 59 del 2010, all`obbligo di dichiarazione di inizio di attività alla camera di commercio, pena la perdita del diritto alla provvigione.