Avv. Harald Resch
Studio Legale Law Firm
Ricerca libera
09-11-2020
Le finestre (art. 900 c.c.)
Luci e vedute, distinzione

 

La disciplina di quelle che comunemente chiamiamo finestre o altre aperture sulla proprietà del vicino si deve far riferimento alla regolamentazione normativa delle luci e vedute contenuta nel libro terzo, titolo secondo (“Della proprietà”), sezione VII (“Delle luci e delle vedute”), il cui art. 900 c.c. trattando delle “specie di finestre”, prevede tale distinzione.

Per luci si intendono quelle aperture nel muro degli immobili che danno passaggio alla luce e all’aria, ma non devono consentire l’affacciarsi sul fondo del vicino. Invece, per vedute o prospetti si intendono quelle aperture che consentono di affacciarsi e di guardare di fronte, obliquamente o lateralmente sulla proprietà del vicino.

Nella specie, le vedute possono essere di tre tipi: dirette, quando il confine del fondo contiguo è parallelo al muro della finestra o le due linee formano un angolo minore di novanta gradi; oblique quando le due linee formano un angolo retto oppure ottuso; laterali, quando le due linee arrivano a formare una retta.

 

Luci e vedute, distinzione (art. 900 c.c.)

In merito alle caratteristiche che debbono avere le vedute la Suprema Corte di Cassazione, Sez. II, si è pronunciata con ordinanza n. 2395271/2020, osservando in parte motiva che: “L’elemento caratterizzante la veduta, infatti, è la possibilità di avere, attraverso di essa, una visuale agevole, cioè senza l’utilizzo di mezzi artificiali e affinché ciò avvenga, a norma dell’art. 900 c.c., è necessario, oltre al requisito della inspectio, anche quello della prospectio nel fondo del vicino, dovendo detta apertura non solo consentire di vedere e guardare frontalmente, ma anche di affacciarsi, vale a dire di guardare non solo di fronte, ma anche obliquamente e lateralmente, in modo che il fondo alieno risulti soggetto, senza ricorrere all’impiego di mezzi artificiali, ad una visione mobile e globale.”

In sostanza, costituiscono requisiti essenziali per la sussistenza di una veduta la possibilità di guardare e sporgere il capo nel fondo del vicino senza l’uso di mezzi artificiali, in relazione ad una persona di normale statura (c.d. “inspectio”) e la possibilità di vedere e guardare non solo di fronte ma anche obliquamente e lateralmente sul fondo del vicino (c.d. “prospectio”), in modo tale da permettere una visuale mobile e globale in ogni lato.

Ed, infatti, l’art. 907, comma 1, c.c. prevede esclusivamente in ordine alle vedute che: “Quando si è acquistato il diritto di avere vedute dirette verso il fondo vicino, il proprietario di questo non può fabbricare a distanza minore di tre metri, ….”.