Avv. Harald Resch
Studio Legale Law Firm
Ricerca libera
09-11-2020
Comportamento in caso di incidente (art. 189 c.d.s.)
Il reato di fuga e mancata assistenza occorrente ex art. 189, commi 6 e 7 c.d.s. commesso da utente coinvolto nel sinistro ma non responsabile

 

Gli articoli del titolo quinto del Codice della Strada (Decreto legislativo n. 285 del 30.04.1992), dall’art. 140 all’art. 193 contemplano le norme comportamentali che devono essere seguite dagli utenti della strada e, in particolare, l’art. 189 disciplina il “comportamento in caso di incidente”, stabilendo, in primis, al comma 1 che: ”L`utente della strada, in caso di incidente comunque ricollegabile al suo comportamento, ha l`obbligo di fermarsi e di prestare l`assistenza occorrente a coloro che, eventualmente, abbiano subito danno alla persona.”

Al successivo comma 6 viene quindi previsto il reato di fuga dopo sinistro stradale con danno alla persona, in quanto la norma sancisce che: “Chiunque, nelle condizioni di cui comma 1, in caso di incidente con danno alle persone, non ottempera all`obbligo di fermarsi, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni.  omissis…”.

Inoltre, al comma 7 è comminato il reato per mancata prestazione dell’assistenza occorrente a persona ferita, poiché è stabilito che: “Chiunque, nelle condizioni di cui al comma 1, non ottempera all`obbligo di prestare l`assistenza occorrente alle persone ferite, è punito con la reclusione da un anno a tre anni.omissis…”.

In via preliminare, si può osservare che la ratio della norma di cui all’art. 189 del vigente Codice della Strada è connessa alla necessità di garantire l’identificazione dei soggetti coinvolti nel sinistro stradale, l’esatta ricostruzione della dinamica del sinistro e, soprattutto, alla necessità di assicurare il soccorso alle persone rimaste ferite in conseguenza dell’incidente, che quindi non rimangano prive della necessaria assistenza.

Si può inoltre rilevare che il reato di cui al comma 7 della norma de qua, individuato come una fattispecie di omessa assistenza, tesa a garantire il necessario soccorso alle persone rimaste ferite in conseguenza dell’incidente stradale, è ben più grave rispetto a quello previsto al comma precedente. Questo risulta evidente de plano dal trattamento sanzionatorio che, per il comma sesto, è quello della reclusione da sei mesi tre anni mentre, per il comma settimo è quello della reclusione da uno a tre anni.

È opportuno precisare che sebbene l’obbligo posto a carico dell’automobilista sia un vero e proprio dovere d’intervento e che quindi il suo comportamento debba concretizzarsi in un’attività, esso dovrà comunque essere, ovviamente, proporzionato alle capacità dell’agente. Infatti, se la persona non riveste un particolare ruolo (p.e. medico, infermiere ecc.) non ci si potrà aspettare un comportamento difforme da quello dell’uomo medio.

Giova ancora precisare che quando si parla d’incidente stradale non si fa riferimento solo allo scontro tra due autovetture durante la marcia, poiché questa è solo una delle plurime ipotesi in cui un utente della strada possa incorrere durante la guida del proprio veicolo. Ad esempio si parla di sinistro stradale anche quando avviene l’investimento di un pedone, oppure quando sia stato investito un animale domestico.

 

Il reato di fuga e mancata assistenza occorrente ex art. 189, commi 6 e 7 c.d.s. commesso da utente coinvolto nel sinistro ma non responsabile

Riguardo alla norma di cui si discute si è prospettata la questione se sia configurabile o meno il reato di fuga dopo un incidente stradale anche nei confronti dell`utente che, sebbene sia coinvolto nel sinistro non sia responsabile dello stesso.

In proposito la Suprema Corte di Cassazione penale si è pronunciata, con sentenza n.29837 d.d. 21.10.2020, ed ha stabilito che: “In tema di circolazione stradale, il reato di cui all`art. 189, commi 6 e 7, cod. strada è configurabile nei confronti dell`utente della strada coinvolto nel sinistro, pur se non responsabile dello stesso, in quanto l`incidente, che è comunque ricollegabile al suo comportamento, assume il valore di antefatto non punibile idoneo ad identificare il titolare di una posizione di garanzia al fine di proteggere gli altri utenti coinvolti dal pericolo derivante da un ritardato soccorso (nella specie un ciclista aveva colpito una vettura, riportando lesioni non gravi, e l`automobilista, in seguito condannato per il reato di fuga, si era fermato solo per pochi minuti e poi se ne era andato senza fornire le proprie generalità né accompagnare la persona offesa a casa o al Pronto Soccorso).”