Avv. Harald Resch
Studio Legale Law Firm
Ricerca libera
08-11-2020
L`IRAP
L`avvocato che si avvale di una segretaria part-time

 

Tra le imposte dirette (quelle che colpiscono la ricchezza del contribuente, reddito o patrimonio) l’Imposta Regionale sulle Attività Produttive, più semplicemente nota con l’acronimo IRAP, è un’imposta reale, locale e indeducibile ai fini IRES e IRPEF, legata strettamente al fatturato di aziende, enti o liberi professionisti, istituita con decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, in attuazione delle linee guida contenute nella legge delega n. 662 del 23 dicembre 1996.

All’art. 2, comma 1 del D. Lgs. in questione viene definito il presupposto impositivo dell’imposta, poiché sancisce che: “Presupposto dell’imposta è l’esercizio abituale di una attività autonomamente organizzata diretta alla produzione o allo scambio di beni ovvero alla prestazione di servizi. L’attività esercitata dalle società e dagli enti, compresi gli organi e le amministrazioni dello Stato, costituisce in ogni caso presupposto di imposta”.

Pertanto, ai sensi del secondo paragrafo del comma 1, costituisce sempre, presupposto impositivo ai fini IRAP, la circostanza che l’attività venga esercitata da una società, da un ente commerciale o non commerciale oppure da organi o amministrazioni dello Stato.

Sono invece escluse dall’ambito applicativo IRAP le attività esercitate in maniera occasionale, i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, etc.

Inoltre, dal 2010 sussiste la c.d. regionalizzazione dell’IRAP, ossia che i vari aspetti dell’imposta de qua possono essere regolati autonomamente dalle regioni.

I soggetti passivi IRAP sono precipuamente indicati all’art. 3, comma 1, D. Lgs. 446/1997, il quale stabilisce che: “Soggetti passivi dell’imposta sono coloro che esercitano una o più delle attività di cui all’articolo 2” e tra questi rientrano gli avvocati che svolgono attività professionale in forma autonoma o associata, in quanto sono compresi tra “le persone fisiche, le società semplici e quelle ad esse equiparate a norma dell’art. 5, comma 3, del predetto TUIR esercenti arti e professioni di cui all’art. 49, comma 1, del medesimo testo unico”.

 

L’avvocato che si avvale di una segretaria part-time

È comunque importante precisare che, come da consolidati orientamenti giurisprudenziali sia della Consulta che della Corte di Cassazione, viene esclusa l’applicazione dell’imposta ai “piccoli professionisti”, poiché sono ritenuti assoggettabili all’imposta esclusivamente i professionisti con struttura “più organizzata”.

Riguardo all’applicazione dell’imposta di cui si discute è sorta la questione se l’avvocato che si avvalga di una segretaria part-time sia da considerarsi soggetto passivo IRAP o meno.

In proposito è intervenuta la Suprema Corte di Cassazione civile, Sez. III, la quale, con l’ordinanza n. 21906 del 12 ottobre 2020 ha avuto modo di statuire che: «In tema di IRAP, il presupposto impositivo dell’autonoma organizzazione sussiste laddove il contribuente sia, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell’organizzazione e non sia, quindi, inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse. Deve inoltre risultare dimostrato l’impiego di beni strumentali eccedenti, secondo l’"id quod plerumque accidit", il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività in assenza di organizzazione, oppure l’avvalersi non occasionale di lavoro altrui che superi la soglia dell’impiego di un collaboratore con mansioni meramente esecutive».