Avv. Harald Resch
Studio Legale Law Firm
Ricerca libera
07-11-2020
Maltrattamento di animali (art. 544-ter c.p.)
Ferimento di animale e colpo di grazia

 

Nell’anno 2004 l’assetto normativo in tema di animali è stato profondamente modificato a seguito dell’entrata in vigore della legge 20 luglio 2004, n. 189 (G.U. n. 178 del 31.07.2004) recante “disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento di animali, nonché di impiego degli stessi in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate”.

Attualmente, sono considerati comportamenti vietati e puntiti ai sensi del Codice penale il maltrattamento di animali, la loro uccisione, l’abbandono e la detenzione incompatibile con le loro caratteristiche etologiche.

In particolare, dopo la promulgazione di tale legge la disciplina normativa pertinente al reato di maltrattamento di animali è essenzialmente contenuta nel libro II del Codice penale, al titolo IX-bis, intitolato “dei delitti contro il sentimento degli animali”, il cui art. 544-ter è rubricato, per l’appunto, “maltrattamento di animali”.

Tale norma punisce chiunque, “per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche” con la pena della reclusione da tre a diciotto mesi o con una multa.

Inoltre, ai sensi della norma in questione è previsto che la stessa pena venga applicata a chiunque “somministra agli animali sostanze stupefacenti o vietate ovvero li sottopone a trattamenti che procurano un danno alla salute degli stessi” (comma 2). Infine, al comma terzo del medesimo articolo è preveduta una circostanza aggravante ad effetto speciale (aumento della metà) “se dai fatti di cui al primo comma deriva la morte dell`animale” (nella specie, morte intervenuta per colpa, altrimenti troverebbe applicazione l’art. 544-bis c.p. “Uccisione di animali”)

Pertanto, l’attacco alla vita e all’incolumità degli animali costituisce un delitto, al contrario della previsione ante riforma dove invece tale condotta era individuata come contravvenzione, la cui disciplina era contenuta nell’art. 727 c.p. (quest’ultimo ora rubricato “abbandono di animali”).

 

Ferimento di animale e colpo di grazia

In relazione alla fattispecie di reato di cui si discute (art. 544-ter c.p.) è sorta la questio iuris in ordine al rapporto fra ferimento della preda e colpo di grazia.

La Suprema Corte di Cassazione civile, Sez. III, è intervenuta sulla delicata problematica con sentenza n.29816 d.d. 09.09.2020 ed ha avuto modo di statuire che: ”Sussiste il reato di maltrattamenti di animali allorché all`animale sia stata inflitta una non necessaria e inutile sofferenza conseguente alla mancata uccisione con un colpo di grazia che, se prontamente intervenuto, avrebbe impedito ulteriori sofferenze allo stesso (confermata la condanna per gli imputati che avevano rinchiuso un capriolo ferito, ma ancora vivo all`interno del cassone del veicolo che lo trasportava sottoponendolo a sevizie insopportabili).”