Avv. Harald Resch
Studio Legale Law Firm
Ricerca libera
10-11-2020
Responsabilità civile e danno
La valutazione equitativa del danno (art. 1226 c.c.)

 

Si parla di responsabilità civile in senso stretto per indicare la responsabilità derivante da fatto illecito, della quale il nostro Codice Civile tratta negli articoli dal 2043 al 2059.

Inoltre, in genere si parla anche di responsabilità civile, mediante espressione ricavata dalle norme penali, per indicare quel soggetto che risulta tenuto al risarcimento del danno provocato da altri soggetti.

Infatti, il ristoro dovuto al soggetto che ha patito un danno di natura patrimoniale o non patrimoniale è definito risarcimento.

Per quanto riguarda il danno, nell’ambito della responsabilità civile in senso stretto, esso può scaturire da una condotta illecita extracontrattuale, invece nel senso più ampio può derivare anche da violazione degli obblighi contrattuali.

Sul danneggiato grava sempre l’onere della prova del danno, infatti, egli è tenuto a fornire la prova dell’esistenza del lamentato danno e della sua riconducibilità al fatto del debitore.

Oltretutto, come ben risaputo, il danno deve essere provato sia nell’ “an debeatur”, sia nel “quantum debeatur”.

 

La valutazione equitativa del danno (art. 1226 c.c.)

Tuttavia, se il creditore danneggiato non può o non è in grado di fornire la prova del danno subito nel suo preciso ammontare, questo viene liquidato dal giudice con una valutazione in via equitativa (cfr. art. 1226 c.c.).

Riguardo alla parte della norma di cui si discute, in cui è indicato che il danno “non può essere provato nel suo preciso ammontare”, è sorta la questione circa la sua corretta interpretazione.

È così intervenuta al riguardo la Suprema Corte di Cassazione Civile, Sez. III, la quale con sentenza n. 23661 d.d. 27.10.2020, ha avuto modo di statuire che “La liquidazione equitativa dei danni ai sensi dell`art. 1226 c.c. è rimessa al prudente criterio valutativo del giudice di merito non soltanto quando la determinazione del relativo ammontare sia impossibile, ma anche quando la stessa, in relazione alla peculiarità del caso concreto, si presenti particolarmente difficoltosa.

Pertanto, con tale arresto i giudici di legittimità hanno stabilito che la liquidazione equitativa possa avvenire non solo quando è indeterminabile l’ammontare, ma anche quando la prova del danno sia particolarmente difficoltosa, garantendo in tal modo una maggior tutela nei confronti del soggetto che subisce un danno.