Avv. Harald Resch
Studio Legale Law Firm
Ricerca libera
05-10-2020
Il c.d. pignoramento revocatorio
L`art. 2929-bis c.c. e le quote di S.r.l.

 

Il nostro ordinamento per la salvaguardia dei creditori, a tutela della garanzia patrimoniale del proprio debitore, ha previsto tre principali strumenti ai quali essi possono ricorrere, tre azioni prevedute espressamente dal Codice Civile: l’azione surrogatoria di cui all’art. 2900, l’azione revocatoria prevista agli articoli 2901-2904 e il sequestro conservativo regolato agli articoli 2905-2906.

Tuttavia, con il decreto legge 27 giugno 2015, n. 83 (“Misure urgenti in materia fallimentare, civile e processuale civile e di organizzazione e funzionamento dell’amministrazione giudiziaria”) convertito con legge n. 112 del 6 aprile 2015, il legislatore ha voluto aggiungere un ulteriore strumento, la c.d. “revocatoria semplificata”, ora specificamente prevista all’art. 2929 bis del Codice Civile.

Invero, con l’introduzione di tale ulteriore norma il legislatore ha inteso intervenire in favore del creditore, prevedendo che quest’ultimo, a fronte di atti dispositivi di creazioni di vincoli di destinazione a titolo gratuito, su beni immobili o beni mobili registrati, attivati dal debitore, possa reagire direttamente in via esecutiva, provvedendo alla trascrizione di atto di pignoramento sul bene del quale il debitore abbia disposto in pregiudizio della garanzia patrimoniale.

Ecco, quindi, che con questa previsione normativa il creditore non è più tenuto ad ottenere in via ordinaria la dichiarazione revocatoria di inefficacia dell’atto, bensì può ricorrere a questa speciale forma di azione esecutiva, a patto che egli vanti un credito anteriore all’atto dispositivo, che l’atto medesimo gli sia pregiudizievole, e sia in possesso di un titolo esecutivo, e che trascriva il pignoramento nel termine di un anno dalla trascrizione dell’atto dispositivo in questione.

Nel dettaglio, a mente dell’art. 2929 bis del Codice Civile, rubricato “Espropriazione di beni oggetto di vincoli di indisponibilità o di alienazioni a titolo gratuito”.

Il creditore, il quale sia pregiudicato da un atto posto in essere dal debitore, di costituzione di vincolo di indisponibilità o di alienazione, che abbia per oggetto beni immobili o mobili iscritti in pubblici registri, realizzato a titolo gratuito in seguito al sorgere del credito, ha la possibilità di procedere, allorquando sia fornito di titolo esecutivo, ad esecuzione forzata, quantunque non abbia preventivamente conseguito una sentenza dichiarativa di inefficacia, a condizione che trascriva il pignoramento entro un anno dalla data in cui l`atto è stato trascritto. Questa disposizione si applica anche al creditore anteriore, nel termine di un anno dalla trascrizione dell`atto pregiudizievole, interviene nell`esecuzione da altri promossa (comma primo).

Quando il bene immobile o mobile registrato, per effetto o in conseguenza dell`atto, sia stato trasferito ad un terzo, il creditore può promuovere l`azione esecutiva nelle forme dell`espropriazione contro il terzo proprietario ed ha titolo di preferenza ai creditori personali di costui nella distribuzione del ricavato. Laddove con l`atto sia stato riservato o costituito alcuno dei diritti di cui al comma primo dell`articolo 2812, il creditore pignora il bene come libero nei confronti del proprietario. Tuttavia, “tali diritti si estinguono con la vendita del bene ed i terzi titolari sono ammessi a far valere le loro ragioni sul ricavato, con preferenza rispetto ai creditori cui i diritti sono opponibili” (comma secondo).

Di contraltare, il debitore, il terzo assoggettato ad espropriazione ed ogni altro interessato alla conservazione del vincolo hanno la possibilità di proporre le opposizioni all`esecuzione di cui al titolo V del libro terzo del codice di procedura civile allorquando contestano l’esistenza dei presupposti di cui al primo comma ovvero che l`atto abbia effettivamente cagionato pregiudizio alle ragioni del creditore oppure che il debitore abbia avuto debita conoscenza del pregiudizio arrecato (comma terzo).

Infine, il legislatore ha stabilito che l’azione esecutiva di cui si discute non possa esercitarsi “in pregiudizio dei diritti acquistati a titolo oneroso dall`avente causa del contraente immediato, salvi gli effetti della trascrizione del pignoramento” (comma quarto). Quest’ultimo comma, in particolare, è stato inserito in seguito alla modifica apportata dal D.l. n. 59 del 2016.

 

Il pignoramento revocatorio e le quote di S.r.l.

È emersa la questione se sia ammissibile il pignoramento revocatorio delle quote di una S.r.l. donate in pregiudizio del creditore.

Al riguardo, il Tribunale Milano sez. III, con sentenza del 22.01.2020, ha statuito: ”Devono reputarsi aggredibili, mediante lo strumento dell`art. 2929-bis c.c., tutti i beni per i quali è previsto un sistema pubblicitario di natura legale, comprese le quote di una società a responsabilità limitata, il cui trasferimento è soggetto ad iscrizione nel registro delle imprese, spettando all`interprete – con un procedimento che più propriamente deve intendersi come estensivo della norma nella sua massima portata e non già analogico – il compito di colmare il suddetto difetto di coordinamento della norma: se l`art. 2929-bis c.c. usa il sostantivo trascrizione, nel caso di quote di s.r.l. esso deve essere inteso come iscrizione nel registro delle imprese, giusta da un lato la previsione dell`art. 2471, comma 1, c.c. che dispone l`iscrizione nel registro delle imprese di tutte le vicende attinenti ai trasferimenti alle quote di partecipazione al capitale delle società a responsabilità limitata e, dall`altro, la previsione dell`art. 2188, comma 3, c.c. che attribuisce al registro delle imprese natura di pubblico registro”.

Il Tribunale meneghino con la sua statuizione ha ribadito, pertanto, che il rimedio di cui all’art. 2929 bis c.c. può avere ad oggetto tutti i beni per i quali sia previsto un sistema pubblicitario, comprese le quote di una società a responsabilità limitata.