Avv. Harald Resch
Studio Legale Law Firm
Ricerca libera
18-09-2020
Il diritto del web
Il principio della net neutrality

 

L’avvento della tecnologia informatica ha mutato radicalmente gli aspetti della nostra vita: le nostre abitudini, il lavoro, la vita privata, le comunicazioni ecc. … In effetti, nulla sembra più come prima e in tale contesto diventa necessario, fondamentale, cercare di comprendere e cristallizzare le regole che presiedono e governano la nostra società digitale.

Ecco allora che emergono tematiche che devono sollecitare una ponderata riflessione, in quanto coinvolgono tutto e tutti. Tali tematiche sono, ad esempio, il rapporto fra privacy e sicurezza che immediatamente richiama in causa le recenti innovazioni introdotte dal nuovo regolamento europeo sulla protezione dei dati personali, con particolare riferimento agli obblighi a carico dei soggetti pubblici e privati, alle regole della cybersicurezza, al diritto all’oblio, al ruolo dei social network e a tutto ciò che ne risulta connesso.

In tale panorama, una questione giuridica di rilievo è rappresentata dal principio della neutralità della rete, nota maggiormente con i termini inglesi network neutrality, net neutrality, o internet neutrality.

In via di prima approssimazione, tale principio di neutralità esige, nel contesto di Internet, che ogni comunicazione elettronica trasmessa con la rete sia trattata alla stessa maniera, prescindendo quindi dal suo contenuto.

Il principio in questione trova la sua scaturigine nel regolamento (UE) 2015/2120, il quale specificamente “mira a definire norme comuni per garantire un trattamento equo e non discriminatorio del traffico nella fornitura di servizi di accesso a Internet e tutelare i relativi diritti degli utenti finali.”

Al riguardo, di particolare interesse risulta essere l’art. 3 intitolato “Salvaguardia dell’accesso a un’internet aperta”

In riferimento a ciò la Corte di Giustizia UE, Grande Sezione, con sentenza d.d. 15 settembre 2020, cause riunite C-807/18 e 39/19 ha ribadito la neutralità di Internet sancendo che “Gli obblighi di protezione dei diritti degli utenti di Internet e di trattamento non discriminatorio del traffico, sanciti dall’art. 3 Regolamento (UE) 2015/2120, che stabilisce misure riguardanti l’accesso a un’Internet aperta e che modifica la direttiva 2002/22/CE relativa al servizio universale e ai diritti degli utenti in materia di reti e di servizi di comunicazione elettronica e il regolamento (UE) n. 531/2012 relativo al roaming sulle reti pubbliche di comunicazioni mobili all’interno dell’UE, ostano a che un fornitore di accesso ad Internet privilegi talune applicazioni e taluni servizi, offrendo mediante pacchetti che consentono a tali applicazioni e servizi di beneficiare di una «tariffa zero» e l’accesso senza restrizioni (blocco e/o rallentamento del traffico) anche una volta esaurito il volume dei dati previsto dal piano tariffario, imponendole, però, ad altre applicazioni e servizi disponibili online”. 

È bene ricordare che dal 2015, nel nostro Paese è in vigore la Dichiarazione dei Diritti di Internet, 14 articoli che disciplinano il rapporto tra cittadini e accesso alla rete, il cui art. 4 stabilisce la "Neutralità della rete", sancendo che: "Ogni persona ha il diritto che i dati trasmessi e ricevuti in Internet non subiscano discriminazioni, restrizioni o interferenze in relazione al mittente, ricevente, tipo o contenuto dei dati, dispositivo utilizzato, applicazioni o, in generale, legittime scelte delle persone". E, al secondo comma: "Il diritto a un accesso neutrale ad Internet nella sua interezza è condizione necessaria per l`effettività dei diritti fondamentali della persona”.

Inoltre, è interessante osservare ed allo stesso tempo la cosa desta particolare preoccupazione, il fatto che nel dicembre del 2017, la Federal Communication Commission degli Stati Uniti ha decretato l’abolizione della net neutrality per il loro paese, una scelta che può sicuramente consentire di favorire l’accesso a certi contenuti a discapito di altri, sarà quindi possibile si verifichino qualche tipo di discriminazione sui contenuti di alcune aziende, con qualche tipo di discriminazione rispetto ad altri.