Avv. Harald Resch
Studio Legale Law Firm
Ricerca libera
07-08-2020
Infortunio sul lavoro
Tutela delle condizioni di lavoro

 

Ai sensi del disposto di cui all’art. 2087 c.c. “l`imprenditore è tenuto ad adottare nell`esercizio dell`impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l`esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l`integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro.”

L`articolo in esame costituisce la norma di chiusura del sistema di tutela dell`integrità psico-fisica del lavoratore, sia sul piano civile, sia su quello penale.

È pacifico che il suo significato fondamentale consiste nel ricordare che i doveri di diligenza, gravanti sull`imprenditore, non si esauriscono in quelli tipizzati da specifiche disposizioni.

È pacifico, altresì, che l`art. 2087 introduce un dovere che trova fonte immediata e diretta nel contratto di lavoro subordinato. Ne deriva, pertanto che se l`inosservanza dell`obbligo di sicurezza sia stata causa di danno, può essere promossa dal lavoratore subordinato azione di risarcimento contrattuale nell`ordinario termine decennale di prescrizione.

Al riguardo la Corte di Cassazione, sez. Lavoro, con sentenza n. 15112/2020; depositata il 15 luglio, ha statuito che “La responsabilità dell`imprenditore ex art. 2087 c.c., pur non configurando un`ipotesi di responsabilità oggettiva, sorge non soltanto in caso di violazione di regole di esperienza o di regole tecniche già conosciute e preesistenti, ma sanziona anche la omessa predisposizione, da parte del datore di lavoro, di tutte le misure e cautele idonee a preservare l`integrità psico-fisica del lavoratore in relazione alla specifica situazione di pericolosità, inclusa la mancata adozione di direttive inibitorie nei confronti del lavoratore medesimo. (Nella specie, la S.C. ha cassato la decisione di merito che, in un caso in cui il lavoratore aveva subito danni a seguito dell`impiego di una scala a pioli per movimentare pesi e non per l`innalzamento verso l`alto, aveva escluso la responsabilità datoriale senza indagare se l`uso non conforme a quello ordinario potesse essere evitato con cautele più incisive, incluso il divieto di utilizzo).”

All’uopo la Corte di Cassazione specifica in parte motiva: “L’art. 2087 c.c. impone al datore di lavoro di adottare tutte le cautele necessarie a tutelare l`integrità fisica e la personalità dei lavoratori. Tali misure sono quelle tassativamente previste dalla legge, quelle generiche dettate dalla comune prudenza e quelle ulteriori che si rendano in concreto necessarie. In caso di infortunio, il lavoratore dovrà dimostrare la colpa del datore il quale potrà sottrarsi alla responsabilità dimostrando di aver fatto tutto il possibile per evitarlo o di aver adottato tutte le cautele necessarie. Il mero fatto di lesioni riportate dal dipendente in occasione dello svolgimento dell`attività lavorativa non determina di per sé l`addebito delle conseguenze dannose al datore di lavoro occorrendo la prova, tra l`altro, della nocività dell`ambiente di lavoro oltre che del nesso causale tra i due elementi costitutivi della fattispecie.”

È pacifico, infine, che il datore di lavoro nel predisporre tutte le misure idonee, secondo l`esperienza, la tecnica e la particolarità del lavoro, deve seguire il principio della massima sicurezza tecnologicamente possibile, come, appunto, richiesto dall’articolo in esame.