Avv. Harald Resch
Studio Legale Law Firm
Ricerca libera
06-10-2020
Il rent to buy
Ammissibilità e riconoscimento del rent to buy di azienda

 

Il rent to buy immobiliare

Un peculiare strumento contrattuale che consente di stipulare un contratto d’affitto, il quale successivamente può essere convertito in una compravendita, è il c.d. rent to buy o affitto con riscatto.

Invero, in virtù dell’art. 23, del D.l. 133/2014 convertito in legge 164/2014, nel nostro ordinamento ha trovato spazio la figura del «contratto di godimento in funzione della successiva alienazione di immobili», al quale si fa riferimento più semplicemente con la locuzione anglofona “rent tu buy”.

Secondo il dettato normativo esso è definito quale contratto, diverso dalla locazione finanziaria, che prevede l’immediata concessione del godimento di un immobile, con diritto per il conduttore di acquistarlo entro un termine determinato ascrivendo al corrispettivo del trasferimento la parte di canone indicata nel contratto, comunque, da trascrivere nel registro tavolare (comma 1, art. 23, D.l. 133/2014).

È necessario precisare che la trasformazione in compravendita non è obbligatoria, ma rappresenta solamente una opzione connessa alla locazione.

Il contratto di cui si discute può essere stipulato per qualsiasi tipologia di immobile: commerciale, produttivo, direzionale, ad uso residenziale ed altresì con riferimento a terreni. È prevista anche la possibilità della cessione del contratto.

 

Il rent to buy di azienda

La questione del rent to buy di azienda, già precedentemente elaborato e riconosciuto dalla dottrina, è stata recentemente affrontata e presa in esame dalla giurisprudenza di merito, circa la sua ammissibilità o meno.

Infatti, il Tribunale di Catanzaro, Sezione fallimentare, con ordinanza n. 8064 del 05/12/2019, ha confermato la legittimità del rent to buy di azienda, affermando che: «Il rent to buy di azienda ha la stessa funzione e la stessa ratio del c.d. rent to buy di immobili per quel che concerne la struttura e la funzione di questo contratto, con l’unica differenza che il primo ha nella sua regolamentazione negoziale un bene diverso dal secondo. Da ciò discende la possibilità di prevedere un contratto di rent to buy tipico avente ad oggetto un complesso aziendale, comprensivo o meno di beni immobili e/o diritti reali immobiliari».

Il collegio, in particolare, ha affermato che: «ove l`azienda dovesse ricomprendere beni immobili troverà piena applicazione la normativa di cui all’art. 23 del decreto legge 133/2014».